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D’inverno sul Pò
Feb
2019
13

D’inverno sul Pò

La stagione del canottaggio nazionale prosegue con le distanze lunghe. Dopo la Navicelli Rowing Marathon, che ha visto

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Storia del circolo

È agli inizi del Novecento che in Città si comincia a parlare di voga e di un nuovo sport del mare: il canottaggio.

Sino a quel momento lo sport era consistito soltanto in un po’ di podismo e di ciclismo, oltre che in esibizioni di ginnastica, scherma e lotta greco-romana tra gli studenti del Convitto Nazionale e dell’annesso Regio Liceo-Ginnasio “Torquato Tasso”, dove al termine dell’anno scolastico era tradizione disputare gare fra gli alunni interni ed esterni preparati dagli insegnanti di educazione fi sica e dal maestro d’Armi.

Per mare si è sinora andati, e solo per diporto, su lance o su baleniere, pesanti imbarcazioni a remi a sedili biposto, senza carrelli scorrevoli, a otto, dieci e più rematori, a volte anche armate a vela o sui gozzi e sulle scappavie, barche più leggere e manovrabili. Non si trattava ancora di canottaggio, erano solo gite lungo le spiagge: in barca si andava persino vestiti di giacca e cravatta col cappello o con la “canotier”, come, all’epoca, veniva chiamata la nostra famosa “paglietta”. Né si aveva alcuna velleità di fare agonismo. Se necessario, lo si faceva in feste padronali o in incontri amichevoli con gli equipaggi dei pochi battelli stranieri all’ancora nel piccolo bacino del nostro porto.

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